straDESIGN

Visioni e progetti dell’Università di Firenze

data — da lunedì 30/09 a venerdì 4/10 2019


luogo — FIRENZE

> Santa Teresa

> Santa Verdiana

> Le Murate


straDESIGN ci parla di una disciplina, il design, divenuta sempre più pervasiva: dal prodotto alla comunicazione, dagli interni alla moda, ai servizi fino alle tematiche dell'innovazione sociale.
I Corsi di Laurea del Design Campus di Firenze si raccontano alla città e alle persone attraverso una settimana di mostre, workshop, talk, conferenze ed eventi all'insegna del Design.

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CONVEGNO 

L’OFFERTA FORMATIVA IN DISEGNO INDUSTRIALE E DESIGN 

Insegnare/Orientare/Fare/ Design

Le prospettive della ricerca di design

 

CUID, Conferenza Universitaria Italiana del Design

in collaborazione con ISIA e Accademie delle Belle Arti​

 

data — 24 e 24 maggio 2019
luogo — Firenze, Via della Mattonaia 8​

programma completo — download

Il convegno sull' Offerta Formativa in Disegno Industriale e Design promosso dalla Conferenza Universitaria Italiana del Design in collaborazione con ISIA e Accademie delle Belle Arti si svolgerà a Firenze, presso il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze nei giorni del 23 e 24 maggio 2019.

Modulo iscrizione convegno - link 

100 Anni dal Bauhaus

Le prospettive della ricerca di design

 

data — 13 e 14 giugno 2019
luogo — Viale della Rimembranza, Ascoli Piceno
web — link

L’Assemblea Nazionale della Società Italiana Design 2019 si svolgerà ad Ascoli Picerno, alla Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino nei giorni del 13 e 14 giugno 2019.

 

In occasione del centenario della nascita del Bauhaus, la SID ha scelto di dedicare l’Assemblea annuale a una riflessione sulla ricerca di design a partire dalla sua capacità di dialogare con la Scuola che è stata il primo modello pedagogico e didattico per la nostra disciplina. Senza cercare improbabili elementi di pura continuità, che già nel secondo dopoguerra la Scuola di Ulm aveva messo in discussione in modo radicale, l’Assemblea diventa l’occasione per fare il punto su alcune questioni presenti al Bauhaus in forme e intensità molto diverse, poi arricchite in esperienze successive e rielaborate dalla ricerca contemporanea.

 

Un contributo essenziale al rinnovamento dell’eredità del Bauhaus è venuto da Tomás Maldonado. Lungo tutto il suo percorso di formatore e studioso, Maldonado ha spesso preso posizione nei confronti della “tradizione Bauhaus”, fin da quando aveva avuto il compito di avviare, non da solo, la Hochschule für Gestaltung a Ulm. Poi, a partire dalla battaglia per portare il design al livello della formazione universitaria, ha rinnovato i modelli precedenti, aprendo la disciplina alla dimensione della ricerca accademica. A pochi mesi dalla scomparsa di Maldonado, SID intende rendergli omaggio, senza atteggiamenti celebrativi ma puntando a valorizzare il suo sguardo critico su gran parte delle vicende che hanno caratterizzato la nostra disciplina, il sistema formativo e la ricerca.

 

Guardare criticamente ai modelli del passato e alle discontinuità che Maldonado ha impresso nelle occasioni in cui ha progettato corsi di formazione di design (soprattutto Scuola di Ulm e Politecnico di Milano) significa avere materia per discutere non soltanto dell’eredità delle due grandi Scuole del Novecento, ma delle prospettive della ricerca, per come viene interpretata e condotta in particolare dalle generazioni più giovani.

 

Partendo da queste premesse, sono state individuate tre questioni aperte, che ancora oggi rappresentano quadri di riferimento scientifico e culturale delle ricerche in design.

 

1  — Design e altri saperi
2 — Design e sperimentazione
3 — Design e identità di genere

 

Per animare lo spazio di riflessione sull’attualità e il futuro della ricerca di design, la SID propone alla comunità scientifica un Bando per candidare progetti e idee di ricerca che, indipendentemente dagli specifici argomenti trattati, dovranno essere particolarmente coerenti con uno tra i tre quadri di riferimento scientifico-culturali citati, in cui dovranno inserirsi.

 

L’Assemblea SID 2019 accoglierà la presentazione dei progetti e delle idee di ricerca candidati e selezionati, attraverso un programma strutturato di interventi, introdotto, coordinato e moderato da ospiti invitati nel ruolo di relatori e discussant.

Call SID 2019

Le prospettive della ricerca di design

 

data (deadline) - 2 maggio 2019
luogo - Ascoli Piceno
Università di riferimento - Università di Camerino
promotore/i - Società Italiana Design
web — link

La SID per l’Assemblea annuale 2019 che quest’anno si svolgerò ad Ascoli Piceno il 13 e 14 giugno 2019 ha aperto la call for papers che fa riferimento ai seguenti quadri scientifico-culturali:

  1. Design e altri saperi

  2. Design e sperimentazione

  3. Design e identità di genere

 

La SID propone anche un Bando per progetti e idee di ricerca articolato in due categorie:

  1. Progetti di ricerca in corso o conclusi da non più di due anni;

  2. Idee di ricerca inedite, non ancora sottoposte ad altri bandi.

 

Requisiti di partecipazione

  • Alla prima categoria potranno partecipare tutti i ricercatori, soci e non di SID, sottoponendo i risultati di progetti di ricerca in essere o conclusi dopo il gennaio 2017.

  • Alla seconda categoria potranno partecipare, come proponenti, ricercatori under 40 (borsisti, dottorandi e dottori di ricerca, assegnisti, RTDA e RTDB, ecc.), soci e non di SID, presentando idee di ricerca inedite, non ancora sottoposte ad altri bandi; al gruppo di ricerca potranno comunque partecipare anche ricercatori con più di 40 anni.

 

Modalità di partecipazione e selezione

  • Il Bando rimarrà aperto dal 18 febbraio 2019 al 2 maggio 2019.

  • I partecipanti al Bando sottoporranno, attraverso un format predefinito (vedi all. 1 e all. 2 al presente bando), le loro ricerche e idee di ricerca, scegliendo uno tra i tre quadri di riferimento scientifico-culturali in cui collocarla, entro il 2 Maggio 2019 alle ore 23.59, inviandole all’indirizzo: segreteria@societaitalianadesign.it

  • Il Comitato Scientifico, composto dal Presidente e da tre membri del Consiglio Direttivo della SID e dai tre esperti invitati come discussant, selezionerà, in relazione ai tre quadri di riferimento scientifico-culturali e in base ai criteri esplicitati nel bando, i progetti di ricerca (prima categoria) e le idee di ricerca (seconda categoria), che verranno esposti dai proponenti con una presentazione durante l’Assemblea SID 2019, con le modalità definite di seguito nel bando.

  • La selezione dei progetti e delle idee di ricerca verrà comunicata ai proponenti entro e non oltre il 30 maggio 2019.

 

Criteri di ammissione e selezione

  • Coerenza del progetto o dell’idea di ricerca con il quadro di riferimento scientifico-culturale scelto (1, 2, 3)

  • Chiarezza ed efficacia della metodologia di ricerca proposta

  • Originalità e innovatività del progetto o dell’idea di ricerca.

 

Modalità di presentazione

  • I progetti di ricerca o idee di ricerca selezionati dovranno essere esposti dai proponenti attraverso una presentazione della durata massima di 10 minuti.

  • Le modalità e i supporti di presentazione sono liberi (slides, video, pitch, ecc.). Per le idee presentate nella seconda categoria sono richiesti requisiti di originalità e innovatività delle modalità e degli strumenti di presentazione, che rappresentano uno dei criteri di valutazione per l’assegnazione del riconoscimento scientifico SID RESEARCH AWARD.

  • Le presentazioni dei progetti e delle idee di ricerca saranno organizzate secondo i tre quadri di riferimento scientifico-culturali (1, 2, 3) e secondo le due categorie: 1. Progetti di ricerca; 2. Idee di ricerca.

  • Ognuno dei tre quadri di riferimento, in cui sarà articolato il programma di presentazione dei progetti e delle idee di ricerca, sarà presentato, introdotto e moderato da un esperto in qualità di discussant.

 

Riconoscimenti scientifici per i partecipanti

  • Per i partecipanti selezionati nella prima categoria è prevista la pubblicazione del loro contributo in un e-book curato dalla SID.

  • Per i partecipanti selezionati nella seconda categoria, oltre alla pubblicazione nell’e-book, è previsto un riconoscimento scientifico, SID RESEARCH AWARD 2019, che verrà assegnato alle migliori idee di ricerca under 40.

  • A tutti i partecipanti sarà consegnato un Attestato di partecipazione.

 

SID RESEARCH AWARD
Il SID RESEARCH AWARD è un riconoscimento scientifico, istituito dalla SID, che ogni anno verrà assegnato durante l’Assemblea nazionale.
Per l’edizione 2019, verrà assegnato da una autorevole Giuria alle idee di ricerca under 40 considerate più meritevoli, selezionate nella seconda categoria del bando.

 

La Giuria
La Giuria sarà composta da:

  • i tre Discussant

  • il Relatore dell’intervento introduttivo

  • il Presidente della SID

Si riunirà alla fine delle presentazioni e selezionerà le proposte a cui assegnare il riconoscimento. La Giuria può anche decidere di non assegnare il riconoscimento.

 

Criteri di valutazione per l’assegnazione del SID RESEARCH AWARD 2019
— Originalità e innovatività della proposta (max 40 punti)
— Adeguatezza delle metodologie e della composizione del team di ricerca (max 20 punti)
— Appropriatezza del budget (max 10 punti)
— Qualità ed efficacia della presentazione (max 30 punti)

 

TEMPISTICA
18 Febbraio 2019 — pubblicazione del Bando
2 Maggio 2019 — scadenza presentazione dei progetti e delle idee di ricerca
30 Maggio 2019 — comunicazione dei progetti e delle idee di ricerca selezionati

Tomás Maldonado (1922-2018)

di Medardo Chiapponi 

 

data - 26 novembre 2018
web — link

Tomás Maldonado è un intellettuale che ha operato in molti campi.

È stato un artista protagonista dell’arte concreta nella Buenos Aires degli anni ’50 del secolo scorso e, negli ultimi anni, aveva ripreso coerentemente quel percorso pittorico; un educatore che ha insegnato nelle più prestigiose università, ha innovato modelli formativi, ha rinnovato singoli statuti disciplinari e ha creato vere e proprie istituzioni didattiche; un filosofo che si è confrontato autorevolmente su temi come la modernità e la cultura tecnica; un designer e, più in generale, un progettista e un teorico della progettazione che ha lasciato opere e scritti imprescindibili. Ha affrontato con rigore e profondità ciascuno di questi ambiti ma, soprattutto, ha saputo considerarli come diversi strumenti e punti di vista con cui affrontare le complesse questioni della contemporaneità e lo ha fatto intrecciando sempre passione civile, lungimirante capacità di anticipazione e tenace volontà di radicare innovazioni ed esperimenti in un quadro istituzionale.

 

Quest’ultima peculiarità lo ha portato a partecipare ad alcune delle esperienze didattiche più innovative e sperimentali, alcune delle quali sono divenute poi modelli di riferimento per percorsi formativi a livello internazionale. In Germania è stato tra i fondatori della Hochschule für Gestaltung Ulm inaugurata il 2 ottobre 1955, l’ha diretta e ne ha ispirato filosofia educativa e contenuti introducendo in ambito accademico discipline allo stato nascente come la cibernetica, la teoria dell’informazione, la teoria dei sistemi, la semiotica, l’ergonomia, la filosofia della scienza, la logica matematica e persino alcuni elementi basilari della geometria frattale. In Italia è stato, negli anni ’70, tra gli iniziatori del DAMS all’Università di Bologna e, in seguito, del corso di laurea in Disegno industriale al Politecnico di Milano, dopo aver contribuito a introdurre questo nuovo percorso formativo nel sistema universitario italiano.

Il suo interesse per il Disegno industriale peraltro risale molto indietro nel tempo. Nel 1949 il Centro degli studenti di Architettura di Buenos Aires pubblicò l’articolo di un esponente di rilievo delle avanguardie artistiche — Maldonado appunto — dal titolo El diseño y la vida social, che rappresenta il primo documento in cui si parla di disegno industriale in America Latina. Un prologo al suo straordinario contributo in questo campo come docente, progettista (si pensi, per esempio, ai suoi lavori per l’industria elettromedicale, per quella degli strumenti di misura e delle attrezzature d’ufficio, delle macchine di cantiere, della grande distribuzione, al sistema di comunicazione, interfacce si direbbe oggi, del calcolatore Elea dell’Olivetti), teorico a cui si devono la definizione di Disegno industriale accolta nel 1961 dall’ICSID, che conserva ancora oggi la sua sostanziale validità, e alcuni degli scritti fondativi della disciplina.

 

Quanto al suo impegno civile e alla sua capacità di anticipare temi che poi sarebbero diventati prioritari nel dibattito culturale e politico, uno degli esempi più lampanti è il suo interesse precoce per la questione ambientale. Nel 1970 pubblica in Italia La speranza progettuale con il significativo sottotitolo Ambiente e società. Questo libro, immediatamente tradotto in spagnolo, inglese, francese e tedesco, era stato preceduto da due testi che ne costituivano un’anticipazione: Noi e il mondo delle merci, pubblicato nel 1965 nella rivista «Ulm» e Verso una progettazione ambientale, apparso l’anno seguente sulla rivista «Summa». Qui però il tema veniva affrontato con maggiore consapevolezza delle sue molteplici implicazioni scientifiche, sociali, politiche ed economiche. Prendeva infatti le distanze sia dall’allarmismo strumentale del President’s State of the Union Message del 22 gennaio 1970 dell’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, sia dalla sottovalutazione del problema da parte della sinistra europea. Tra l’altro segnalava già allora un problema come quello dell’aumento incontrollato della “popolazione dei rifiuti” ancora oggi di drammatica attualità. La sua proposta, oggettivamente controcorrente, era il rifiuto di un atteggiamento rinunciatario che fa della complessità dei problemi ambientali un alibi per non agire e la scelta di affidarsi agli strumenti del progetto. La “speranza progettuale”, una parola d’ordine impegnativa e un programma da impostare, valutare criticamente e adattare ai mutamenti della realtà senza illusioni ma con tenacia e perseveranza.

 

(Medardo Chiapponi, pubblicato su "Il giornale dell'Architetura", 158, 2018)

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